Marcia sul clima sospesa causa pioggia

Quando alla manifestazione lanciata da Organizing for America (Ofa) – la struttura con cui Obama mobilita folle militanti e agita coscienze civili – in difesa della riforma sanitaria si è presentata una sola persona, gli organizzatori hanno pensato di aver toccato il fondo. C’era ancora spazio di caduta, invece. Martedì l’Ofa ha convocato a Georgetown, nel cuore di Washington, un’adunata oceanica per sensibilizzare gli americani sul dramma dei cambiamenti climatici e sostenere le politiche della CasaBianca in questo senso.
15 AGO 13
Ultimo aggiornamento: 14:20 | 23 AGO 20
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Quando alla manifestazione lanciata da Organizing for America (Ofa) – la struttura con cui Obama mobilita folle militanti e agita coscienze civili – in difesa della riforma sanitaria si è presentata una sola persona, gli organizzatori hanno pensato di aver toccato il fondo. C’era ancora spazio di caduta, invece. Martedì l’Ofa ha convocato a Georgetown, nel cuore di Washington, un’adunata oceanica per sensibilizzare gli americani sul dramma dei cambiamenti climatici e sostenere le politiche della CasaBianca in questo senso. All’appuntamento non si è presentato nessuno. Nemmeno una persona. Neanche il margine per un dissenso postumo sull’affluenza fra gli organizzatori e la questura. Che il motivo della diserzione di massa sia la leggera pioggia caduta sulla capitale è un’agostana sovrabbondanza d’ironia. Protestare contro il caldo antropogeno in una giornata così lontana dalle medie stagionali sarebbe stato forse controproducente, ma le coscienze – evidentemente non troppo mobilitate – dei potenziali partecipanti hanno eliminato il problema a monte.
Il sito my.barackobama.com ha lestamente rimosso l’evento dalla lista delle attività d’agosto, notifica online della tendenza che ha rimosso la questione climatica dalla coscienza liberal. Nei sondaggi l’interesse per il climate change è crollato anche fra i democratici più sensibili. Obama ha seppellito il dossier verde sotto tonnellate di priorità più urgenti e si è limitato a rimandare ogni decisione che potrebbe riportare alla luce il problema meno sentito dal suo popolo. Tuttavia l’oleodotto Keystone che dovrebbe unire i giacimenti canadesi alle raffinerie del Golfo del Messico – producendo ricchezza e posti di lavoro nel tragitto – ancora langue, un contentino per gli ambientalisti irriducibili. Tutti gli altri, quelli che dovrebbero riversarsi nelle strade della capitale per dare sostanza alla battaglia che un tempo è stata una pietra angolare del conformismo liberal. L’Ofa si era rivolta al lido sicuro del climate change per evitare manifestazioni più delicate sullo stato dell’economia e i posti di lavoro, non una grande strategia per eleggere Obama a eroe della rivoluzione liberal.